Lo Sproloquio Vincente

Un uomo in confusione

 

C’è stato un tempo in cui avrei fatto carte false per averlo sulla panchina della mia squadra del cuore (la Beneamata Nerazzurra, per inciso)… Ci vedevo personalità da vendere e garra in abbondanza per stimolare quei troppi presunti fenomeni, lautamente pagati, che puntualmente,dopo aver vestito la casacca interista, si trasformavano in mezzi brocchi, totali pelandroni, nonché abituali frequentatori della frenetica movida milanese…

Poi è arrivato il “tradimento” per l’altra sponda del Naviglio, squadra per cui -parole sue- “mai avrebbe potuto allenare”. Inevitabilmente il mio gradimento è sceso, ma non il timore per avere contro un avversario di grande caratura. Né la convinzione che solo la sua straripante personalità abbia saputo tenere in piedi una squadra “poverella” e reggere l’urto di una società (e di un Presidente) ai titoli di coda, quanto a management inappuntabile e strategie di comunicazione invidiabili. Insomma mi è ritornato parzialmente a genio, nonostante l’ennesima macchia sul curriculum.

Torino granata e l’indomito “Cuore Granata” mi pareva la soluzione perfetta. L’uovo di Colombo. E come me, ammettetelo, lo pensavate in molti. Tra l’altro la società di Urbano Cairo si è potuta permettere ottimi investimenti, compreso l’aver trattenuto un bomber da oltre 20 gol all’anno, resistendo ad iperboliche offerte (vere o presunte non ci è dato saperlo)…

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